Il «Lingzhi» — tesoro della medicina orientale oggi avvalorato dalla scienza moderna
Il reishi, chiamato Lingzhi in cinese ("pianta spirituale"), un tempo era così raro da essere riservato agli imperatori e alle élite. Oggi coltivato su larga scala, è diventato uno dei funghi medicinali più studiati al mondo, con oltre 400 studi clinici e preclinici censiti nella letteratura scientifica.
In questo articolo esploriamo la sua composizione unica, le sue proprietà adattogene, immunomodulatrici e antiossidanti, i suoi usi pratici — e soprattutto le precauzioni da conoscere prima di integrarlo nella propria routine.
Che cos'è il reishi?
Il reishi (Ganoderma lucidum) è un fungo dalla consistenza legnosa e dalla caratteristica forma semicircolare, che cresce spontaneamente sui tronchi e sulle radici di alberi a foglia caduca — querce, aceri, olmi — nelle zone temperate e subtropicali dell'Asia orientale. La sua superficie lucida, color bruno mogano con riflessi laccati, gli è valsa il soprannome di "fungo laccato".
Nella medicina tradizionale cinese (MTC), il reishi è classificato tra i tonici superiori del Qi — sostanze che armonizzano corpo e mente, rafforzano la vitalità e favoriscono la longevità. Gli antichi testi gli attribuiscono la capacità di "calmare lo spirito, fortificare il cuore e allungare la vita".
Il reishi selvatico è estremamente raro: un tempo se ne trovava 1 esemplare ogni 10.000 alberi, caratteristica che ne spiegava il valore. Oggi la quasi totalità del reishi commercializzato è coltivata su substrati controllati (segatura di legno, cereali). La qualità varia considerevolmente a seconda della specie utilizzata, della parte del fungo (cappello, gambo, micelio), del rapporto corpo fruttifero/micelio e dei metodi di estrazione. Per un'efficacia ottimale, è preferibile scegliere prodotti ottenuti dall'intero corpo fruttifero (fruiting body) con un contenuto di polisaccaridi ≥ 30%.
La sua composizione fitochimica unica
La ricchezza terapeutica del reishi si spiega con la sua composizione fitochimica eccezionalmente complessa. Ecco le famiglie di molecole più attive.
I beta-1,3/1,6-glucani del reishi sono le molecole più documentate per l'immunomodulazione. Si legano ai recettori di superficie delle cellule immunitarie — in particolare ai recettori Dectin-1 dei macrofagi e delle cellule dendritiche — e attivano una cascata di risposte immunitarie innate e adattative. A differenza degli immunostimolanti aggressivi, i beta-glucani del reishi hanno un effetto modulatore: rafforzano la risposta quando è debole e la regolano quando è eccessiva, spiegando la loro rilevanza nei contesti di immunodeficienza e di tendenza autoimmune.
Le 3 principali proprietà del reishi
È la proprietà più documentata. I polisaccaridi del reishi regolano l'attività del sistema immunitario in entrambe le direzioni: stimolazione in caso di debolezza immunitaria, regolazione in caso di iperattività. Questa duplice azione lo distingue dai semplici immunostimolanti e lo rende un alleato particolarmente interessante in caso di stanchezza ricorrente, cambi di stagione o stress prolungato.
Il reishi è uno dei pochi funghi classificati come adattogeno — ossia capace di aiutare l'organismo a resistere meglio alle diverse forme di stress (fisico, emotivo, ambientale) senza effetti stimolanti o sedativi eccessivi. Gli acidi ganoderici agiscono in particolare sul sistema GABAergico, spiegando gli effetti osservati sulla qualità del sonno e sull'ansia lieve.
Il reishi contiene una concentrazione eccezionale di polifenoli, triterpeni e polisaccaridi antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi e proteggono le cellule dallo stress ossidativo. Questi effetti sono particolarmente marcati a livello epatico — il fegato è l'organo più esposto alle tossine — il che spiega l'uso tradizionale del reishi come tonico epatico. Studi preclinici documentano una riduzione dei marcatori di danno epatico in caso di esposizione alle tossine.
Cosa dice la scienza: studi recenti
Ecco una panoramica delle ricerche cliniche più recenti sul reishi, nei tre ambiti meglio documentati.
Diversi studi randomizzati documentano un aumento dell'attività delle cellule Natural Killer (NK) e dei linfociti T in soggetti che hanno assunto un estratto standardizzato di reishi. Una meta-analisi pubblicata su PLOS ONE (2016) conclude che esistono prove moderate di un'immunomodulazione favorevole, in particolare in caso di immunodepressione o stress cronico.
Uno studio clinico randomizzato del 2012 (Pharmacology, Biochemistry and Behavior) ha dimostrato che gli acidi ganoderici aumentano la durata totale del sonno e migliorano la qualità del sonno profondo attraverso un'interazione con i recettori GABA-A. Dopo 4 settimane di assunzione quotidiana è stata osservata una riduzione significativa dei punteggi di ansia autodichiarati.
Shimizu et al. (2006, Journal of Ethnopharmacology) hanno identificato che gli acidi ganoderici del reishi inibiscono la 5α-reduttasi, enzima coinvolto nella conversione del testosterone in DHT — principale mediatore dell'alopecia androgenetica. Studi più recenti (Wang et al., Phytotherapy Research, 2024) confermano un miglioramento della vitalità delle cellule della papilla dermica in vitro.
Nonostante la ricchezza della letteratura sul reishi, la maggior parte degli studi è preclinica (in vitro o su modelli animali) oppure presenta campioni clinici limitati. Mancano ancora studi randomizzati controllati su larga scala nell'essere umano per alcune indicazioni. L'EMA (Agenzia europea per i medicinali) classifica il reishi come uso tradizionale ben consolidato per il supporto immunitario e il benessere in caso di stanchezza. Rimane un integratore naturale da inserire in uno stile di vita sano, non un medicinale.
Come e in quale forma assumere il reishi
Il reishi è disponibile in numerose forme farmaceutiche. La scelta dipende dai vostri obiettivi, dal vostro stile di vita e dalla concentrazione desiderata di principi attivi.
La forma più pratica e con il dosaggio più preciso. Preferire gli estratti a doppia estrazione (acqua + alcol) per concentrare sia i polisaccaridi sia i triterpeni. Contenuto ideale: ≥ 30% di polisaccaridi, ≥ 10% di beta-glucani.
Versatile — si può aggiungere a frullati, brodi, latte macchiato o preparazioni culinarie. Gusto decisamente amaro. Meno concentrata degli estratti; verificare il rapporto di concentrazione.
Forma tradizionale. Fette essiccate lasciate sobbollire per 1-2 ore nell'acqua. Sapore amaro e terroso. L'estrazione in acqua libera i polisaccaridi, ma non i triterpeni (solubili nell'alcol).
Assorbimento rapido, pratico da diluire in una bevanda. Le tinture idroalcoliche offrono lo spettro più completo di principi attivi (polisaccaridi + triterpeni).
Le dosi studiate negli studi clinici variano tra 1,5 g e 9 g di polvere di reishi al giorno, o l'equivalente sotto forma di estratto concentrato (generalmente da 500 mg a 1,5 g di estratto 10:1). In genere è necessario un ciclo di 6-12 settimane per osservare effetti significativi sull'immunità e sullo stress. Si raccomanda di fare delle pause (ad es.: 8 settimane di assunzione, 2 settimane di pausa) e di iniziare dalla dose minima per valutare la tolleranza individuale.
Controindicazioni e precauzioni d'uso
Il reishi è generalmente ben tollerato a dosi fisiologiche, ma diverse situazioni richiedono particolare cautela o un consulto medico preventivo.
Il reishi è sconsigliato durante la gravidanza e l'allattamento a causa dell'assenza di studi sulla sicurezza in queste situazioni. Per precauzione, il suo uso deve essere evitato o rigorosamente approvato da un medico o da un'ostetrica.
Il reishi presenta proprietà lievemente anticoagulanti e antiaggreganti piastriniche. In associazione a farmaci come warfarin, aspirina o clopidogrel, può potenziare l’effetto anticoagulante e aumentare il rischio di emorragie. È indispensabile consultare un medico prima di assumerlo.
A causa del suo effetto anticoagulante, si raccomanda di interrompere l’assunzione di reishi almeno 2 settimane prima di un intervento chirurgico programmato, per evitare qualsiasi aumento del rischio di sanguinamento. Informate sempre il chirurgo e l’anestesista degli integratori che assumete.
Sebbene il reishi sia immunomodulante e non semplicemente immunostimolante, le persone affette da malattie autoimmuni (lupus, sclerosi multipla, artrite reumatoide) o sottoposte a terapia immunosoppressiva devono consultare il proprio medico prima di assumerlo, per prudenza.
A dosi elevate o in caso di uso prolungato (> 3 a 6 mesi senza pausa), il reishi può provocare: lieve disagio digestivo, secchezza delle fauci, vertigini o, molto raramente, reazioni epatiche reversibili. Questi effetti sono generalmente dose-dipendenti e scompaiono riducendo la dose o interrompendo l’assunzione. Iniziate sempre con la dose minima raccomandata e aumentatela gradualmente in base alla vostra tolleranza.
FAQ — Domande frequenti sul reishi
doi.org/10.1371/journal.pone.0158337
doi.org/10.1016/j.pbb.2012.01.025
doi.org/10.1016/j.jep.2005.07.017
doi.org/10.1002/ptr.8159
doi.org/10.1002/14651858.CD007731.pub3
Medico ginecologo a Parigi da 18 anni, specializzata in salute ormonale femminile, perimenopausa e menopausa. In Nutremys LAB, apporta il suo sguardo di medico su ogni prodotto che proponiamo.
Scopri di più sulla Dr.ssa Mariam E.K. →Le informazioni condivise su questo blog hanno finalità educative e informative. Non sostituiscono in alcun modo una consulenza medica, una diagnosi o un trattamento prescritto da un professionista sanitario. Se presenti sintomi, segui un trattamento o sei incinta, consulta il tuo medico prima di modificare l'alimentazione o iniziare un'integrazione. Gli integratori alimentari Nutremys LAB non possono sostituire un'alimentazione varia ed equilibrata né uno stile di vita sano.






